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Vie di fuga

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Crisi, beni comuni, lavoro, democrazia nella prospettiva della decrescita
Non c’è alcuna luce alla fine del tunnel dentro cui si è infilata la nostra modernità. Ridicole sono le danze del Pil inscenate attorno al fuoco della crescita dai sacerdoti dello sviluppo – gli economisti di ogni ordine e scuola, liberisti o neokeynesiani.

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299 Articoli

10,00 €

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Scheda tecnica

TitoloVie di fuga
AutorePaolo Cacciari
Anno2014
Pagine220
Formato14x21 cm
CartaRevive Natural, riciclata al 100%
InchiostroEcologico a base vegetale
LicenzaCreative Commons 3.0
ISBN9788897883159

Dettagli

Disponibile in eBook

Crisi, beni comuni, lavoro, democrazia nella prospettiva della decrescita
Non c’è alcuna luce alla fine del tunnel dentro cui si è infilata la nostra modernità. Ridicole sono le danze del Pil inscenate attorno al fuoco della crescita dai sacerdoti dello sviluppo – gli economisti di ogni ordine e scuola, liberisti o neokeynesiani. Qualcuno di loro – a dire il vero – esausto e pentito di tanta cattiva coscienza dispensata a piene mani lo ammette. Non ci sarà nessuna “ripresa della domanda”, né interna, né esterna che possa farci tornare ai “gloriosi trenta anni” del dopoguerra. Quel “modello di civilizzazione” ha funzionato solo per una modesta parte dell’umanità, ma ha già raggiunto i suoi limiti nella spoliazione e nell’avvelenamento della biosfera e ancor prima nella deprivazione dei mezzi della sussistenza, nell’asservimento e nella svalorizzazione del lavoro della maggior parte degli individui del genere umano. Per non finire seppelliti sotto le macerie del progetto capitalistico di crescita-sviluppo-progresso è possibile seguire le vie di fuga tracciate da gruppi e movimenti di donne e uomini che in ogni parte del mondo sperimentano forme di vita sociale alternative. Economie solidali e cooperanti, relazioni di auto-mutuo-aiuto, scambi non mercantili, lotta allo spreco e al consumo di suolo, ritorno alla terra, all’autoproduzione, all’autogestione dei beni comunitari. Insomma, una colossale riconversione degli apparati produttivi e di consumo. Una rivoluzione delle teorie e delle politiche economiche volte a limitare il lavoro coartato e a distribuirlo equamente. Una grande intrapresa sociale e politica-democratica congiunta che chiamiamo di decrescita dalla dipendenza dal totalitarismo del sistema mondo capitalistico. Il capitale o la vita.

Paolo Cacciari è un giornalista attivista dei movimenti sociali, ambientalisti e per la decrescita, è stato amministratore pubblico. Collabora con il settimanale “Left” e il sito www.comune-info.net Tra le pubblicazioni da lui curate: Agire la nonviolenza, Punto Rosso, 2004; Sulla comunità politica, Punto Rosso, 2007; La società dei beni comuni, Ediesse, 2011; Viaggio nell’Italia dei beni comuni, Marotta & Cafiero, 2012. È autore di: Pensare la decrescita, Carta e Intra Moenia, 2006, Decrescita o barbarie, Carta, 2008. È coautore di Immaginare la società della decrescita, Terra Nuova, 2012; Pensare la crisi, Carrocci, 2012; Beni comuni, numero monografico de “Il Ponte”, 2013.

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